Cotechino e lenticchie, un buon vino per esaltarlo

© Antonio Portogallo junior

È uno dei piatti più rappresentativi della tradizione del Nord Italia ma viene apprezzato in tutta la Penisola.

Un classico dei classici: cotechino e lenticchie è uno dei piatti più rappresentativi della tradizione del Nord Italia ma viene apprezzato in tutta la Penisola. Quando fa freddo si prende il ruolo da protagonista, ancora meglio se abbinato a un buon vino rosso: si sposa perfettamente con il Lambrusco, per esempio.

La tradizione affonda le radici nell’epoca degli Antichi Romani, che usavano mangiare lenticchie dopo la mezzanotte del 31 dicembre come augurio per l’anno nuovo. La forma della lenticchia ricordava infatti una moneta ed era considerata simbolo di prosperità e ricchezza futura. Non a caso, si regalavano piccoli sacchetti di lenticchie ad amici e parenti, con l’auspicio che si trasformassero in denaro.

Il cotechino venne associato alle lenticchie in un periodo successivo, probabilmente nel Medioevo. Secondo una delle ipotesi più diffuse, nel 1511 Pico della Mirandola consigliò agli abitanti della sua città, assediata dalle truppe di Giulio II, di macellare i maiali e conservare la carne direttamente nella cotenna, aromatizzandola con spezie. Questo metodo consentiva una lunga conservazione ed era anche rapido: in circa quindici giorni il prodotto era pronto.

Le origini precise, come sovente succede, restano in parte avvolte dal mistero, ma una cosa è certa: il cotechino è diventato uno dei piatti più amati e rappresentativi delle festività, tanto da essere quasi immancabile sulla tavola di fine anno. Ma anche nei giorni successivi…

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