© Franco Franchini
Si racconta che questa varietà di pera fosse così apprezzata dall’imperatore Alessandro I di Russia da spingere a ribattezzarla “Kaiser” in suo onore.
La pera Kaiser ha origini francesi, precisamente ad Apremont, un piccolo borgo dell’Alta Sassonia, dove nel XVIII secolo fu individuato il primo esemplare di questa varietà. In seguito, la Kaiser arrivò a Parigi e, dopo il suo riconoscimento ufficiale, conquistò rapidamente popolarità, dapprima in Francia e poi nel resto d’Europa e del mondo.
L’albero della pera Kaiser è vigoroso e caratterizzato da una produttività costante nel tempo. Tuttavia, ha una scarsa affinità con il cotogno, motivo per cui si sconsiglia di utilizzarlo come portainnesto. Questa varietà è tipica delle stagioni autunnale e invernale, poiché la sua maturazione si completa nel periodo di transizione tra le due: la raccolta inizia dalla seconda metà di settembre e si protrae fino a ottobre avanzato.
Il colore della buccia della pera Kaiser cambia progressivamente con la maturazione: al momento della raccolta presenta una tonalità marrone scuro, nota come “tonaca di frate”, che con il tempo si trasforma in un caratteristico giallo ruggine, segno che il frutto è pronto per il consumo.
Attualmente, i principali produttori di questa pera sono gli Stati Uniti, il Sudafrica e l’Italia, dove viene coltivata soprattutto nelle pianure, con particolare diffusione in Emilia-Romagna e Veneto.
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